Vela Viva 15 2026: il 29 agosto sei laghi della XV Zona uniti dalla stessa giornata di vela

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Sabato 29 agosto, per alcune ore, sei laghi e bacini della XV Zona hanno condiviso la stessa idea di vela. Sul Lago Maggiore, Lago di Como, Lago d’Orta, Lago di Viverone, Lago d’Iseo e all’Oasi dell’Airone Cenerino, Vela Viva 15 2026 ha vissuto la sua giornata più diffusa, coinvolgendo circoli, equipaggi, volontari, associazioni e comunità locali.

Una giornata di festa, accompagnata da una partecipazione significativa e da riscontri positivi sui diversi territori, ma soprattutto capace di mostrare concretamente uno degli elementi distintivi del progetto: ogni lago interpreta Vela Viva 15 attraverso la propria identità, mantenendo la vela come filo conduttore comune.

I numeri restituiscono bene la dimensione della partecipazione. Sul Verbano sono stati registrati 41 iscritti, con condizioni di vento particolarmente favorevoli e una giornata conclusa in un clima di condivisione tra i partecipanti. Sul Lago d’Orta sono state invece 25 le barche partecipanti, un dato che rappresenta un record per la tappa, mentre a Viverone si sono contati 30 iscritti. Anche dal Sebino è arrivato un nuovo record di iscrizioni.

Numeri differenti, accomunati però dallo stesso spirito: portare le persone in acqua, far incontrare le comunità dei circoli e utilizzare la vela come strumento per raccontare i laghi.

Proprio il rapporto con l’ambiente è stato uno dei temi più presenti della giornata. Sul Lago d’Orta, prima della veleggiata, l’attenzione si è concentrata sulla qualità delle acque attraverso il progetto INTEGRARE, con l’intervento della dottoressa Sara Castiglioni dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri – IRCCS di Milano. Un momento che ha affiancato alla navigazione la conoscenza dell’ambiente in cui si naviga.

A Viverone, invece, la sensibilizzazione ambientale ha assunto una dimensione concreta grazie alle attività ecologiche realizzate con il gruppo scout La Piroga di Santhià, impegnato nella pulizia delle sponde e nella raccolta dei detriti in acqua. La giornata è poi proseguita con la vela e si è conclusa con premiazione, momento conviviale e serata musicale.

Sul Lago d’Iseo, Vela Viva 15 ha mostrato un’altra delle anime del progetto: l’inclusione. Accanto alla partecipazione da record sono state presenti 15 derive e le Hansa, con attività di parasailing a Lovere, ampliando ulteriormente le modalità con cui vivere la giornata e rendendo concreto il principio di una vela aperta e accessibile.

Sul Lago di Como il racconto si è invece intrecciato con la storia nautica e con le realtà del territorio. Alla veleggiata tra Gravedona e Olgiasca si sono affiancati momenti dedicati ai giovani Optimist, alle associazioni locali, al bicentenario della navigazione a motore sul Lago di Como e al patrimonio custodito dal Museo della Barca Lariana. Sport e cultura nautica hanno così trovato spazio all’interno della stessa giornata.

All’Oasi dell’Airone Cenerino, infine, le attività veliche con soci e istruttori hanno rappresentato soprattutto un’occasione per avvicinarsi alla vela e conoscerla da vicino, sottolineando il ruolo fondamentale dei circoli nel rendere questo sport accessibile anche a chi ancora non ne fa parte.

È proprio questa varietà a sintetizzare il significato di Vela Viva 15. Un insieme di territori che condividono una visione e la traducono in attività costruite sulle proprie caratteristiche: ambiente a Orta e Viverone, inclusione sul Sebino, cultura nautica sul Lago di Como, avvicinamento alla vela all’Oasi, navigazione e comunità sul Verbano.

La giornata del 29 agosto ha completato un percorso iniziato una settimana prima, il 22 agosto sul Lago Ceresio, dove l’edizione 2026 aveva preso il via con attività di scuola vela, prove rivolte agli adulti e un importante spazio dedicato alla sicurezza in acqua, con la dimostrazione delle unità cinofile da salvataggio della SICS insieme a Ferruccio Pilenga.

Due giornate, sette laghi, un unico progetto.

Vela Viva 15 2026 si chiude così confermando la capacità della vela di mettere in relazione territori differenti e comunità diverse, dando spazio allo sport ma anche all’ambiente, all’inclusione, alla cultura e alla partecipazione.

Il Comitato XV Zona FIV ringrazia i circoli organizzatori, i volontari, gli equipaggi, gli istruttori, le associazioni e tutte le realtà territoriali che hanno contribuito a rendere possibile l’edizione 2026.

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